Einkauf
Treppen

Diritto sui cartelli: la compliance deve essere premiata

18.09.2026

A colpo d'occhio

  • Con i regolamenti relativi alla revisione parziale vengono apportati importanti chiarimenti al diritto sui cartelli, ma allo stesso tempo vengono messi a rischio anche importanti risultati della riforma.
  • L’inserimento della «compliance defense» nella legge è positivo. Ma i requisiti sono talmente elevati che, nella pratica, le misure di compliance non verrebbero quasi mai prese in considerazione – contrariamente alla volontà dichiarata del Parlamento.
  • È necessario apportare correzioni anche in materia di sanzioni e controllo delle concentrazioni, dove il progetto di legge grava inutilmente sulle imprese.

Condividi l'articolo

Scarica come PDF

Oggi si conclude la consultazione sulle ordinanze relative alla revisione della legge sui cartelli. Il progetto preliminare contiene adeguamenti e precisazioni positivi. La nuova «compliance defense», però, rischia di rimanere lettera: i requisiti proposti sono talmente elevati che difficilmente un’impresa riuscirà a soddisfarli.

È positivo che il legislatore, con la revisione parziale della legge sugli accordi, le concentrazioni e le pratiche commerciali restrittive dello scorso anno, abbia inserito la «compliance defense» nella legge. Le imprese che cercano di prevenire le violazioni del diritto sui cartelli attraverso misure di compliance dovrebbero beneficiare di un trattamento di favore in caso di sanzioni. Chi investe seriamente nella prevenzione non dovrebbe essere trattato alla stregua di un’impresa non intraprendente. Le disposizioni di esecuzione, la cui consultazione si conclude oggi, non tengono conto di questa esigenza.

Ostacoli troppo elevati mettono a rischio la «compliance defense»

Il Consiglio federale subordina la riduzione della sanzione a una serie di presupposti che devono essere soddisfatti contemporaneamente. Alcuni di essi sono difficilmente realizzabili nella pratica. Ad esempio, un programma di compliance dovrebbe essere considerato valido solo se ha portato alla scoperta o alla cessazione della violazione. In questo modo vengono esclusi proprio quei casi per i quali è stata concepita la «compliance defense»: un’impresa ha fatto tutto ciò che era ragionevolmente possibile, eppure singoli collaboratori aggirano le regole interne. economiesuisse chiede pertanto che i programmi di compliance vengano valutati in una prospettiva d’insieme anziché sulla base di una rigida check list. Solo così si crea l’incentivo che il Parlamento intendeva instaurare.

Necessità di correzioni anche in materia di sanzioni e controllo delle fusioni

Anche nella determinazione delle sanzioni, il progetto di legge lascia alle autorità un margine di manovra eccessivo. Le imprese devono poter prevedere quali conseguenze dovranno affrontare in caso di violazione. La sanzione deve quindi essere commisurata alla situazione specifica e non può essere estesa a piacimento.

È necessario un adeguamento anche in materia di controllo delle concentrazioni, che il legislatore ha allineato al diritto europeo con la revisione parziale. L’ordinanza richiede, in caso di notifica di una concentrazione, informazioni dettagliate, anche su mercati che non sono affatto interessati dall’operazione. Ciò comporta un elevato onere amministrativo, senza fornire informazioni significative sulla posizione concorrenziale delle imprese o sulla tutela della concorrenza. Anche la semplificazione prevista per le concentrazioni internazionali rischia di rimanere lettera morta: se l’UE sta già esaminando un’operazione, a determinate condizioni non è necessario notificarla anche in Svizzera. Ma in assenza di un termine vincolante entro il quale le autorità svizzere possono comunque richiedere una notifica, per le imprese è ancora poco chiaro se possano fare affidamento su tale disposizione.

Le richieste e le motivazioni complete sono riportate nella presa di posizione di economiesuisse.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.

Indirizzo email