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La fiducia nei cittadini, un valore elvetico
07.06.2013
A colpo d'occhio
La tendenza internazionale è innegabile: a causa della crisi dell’indebitamento le casse di diversi Stati sono vuote. Si cercano pertanto freneticamente nuove entrate fiscali laddove possibile e la fiducia nei cittadini si sbriciola. Questo si manifesta in particolare all’estero, con l’evoluzione del diritto tributario. Si cerca di rendere sempre più trasparente il cittadino – scambi automatici di dati e polizia fiscale – allo scopo di garantire che nemmeno un centesimo possa sfuggire al fisco.
Tuttavia, questa visione dello Stato sempre più diffusa a livello internazionale è contraria all’idea elvetica tradizionale di cittadini liberi e responsabili. Le libertà e i diritti di partecipazione garantiti dopo la creazione della nuova Confederazione permettono ai cittadini svizzeri di organizzare liberamente la propria vita. Così, contrariamente a quanto avviene in numerosi altri Stati, in Svizzera, è il popolo che decide il livello delle imposte e che vota democraticamente sui progetti d’investimento dello Stato. I cittadini svizzeri danno prova di grande onestà nei confronti del fisco e l’apparato statale è relativamente veloce ed efficiente. Alcuni auspicano comunque un inasprimento dei controlli per i contribuenti e vogliono lasciare libero sfogo agli appetiti fiscali dello Stato: le regolamentazioni relative all’IVA rappresentano già oltre 2000 pagine e sono previsti nuovi inasprimenti delle norme penali fiscali. Questa evoluzione è pericolosa. La fiducia liberale dello Stato nei propri cittadini costituisce un importante vantaggio per la piazza economica svizzera. Contrariamente alle alabarde dei Confederati, questa realtà non è una prerogativa del museo nazionale, ma resta d’attualità.
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